
Come tutti gli anni per fortuna o purtroppo è finito Sanremo e a una settimana dalla conclusione del festival non si parla d’altro, troppo facili le polemiche da bar e da social, le facili conclusioni o le polemiche su chi abbia vinto e su chi abbia perso.

d
In questo fiume di parole ( tanto per fare una citazione sanremese) si è addirittura arrivati a parlare di complotto, di mossa politica, sembra che la vincita di Mahmood sia stata pilotata da una furba giuria sinistroide per il gusto di far uno sgambetto a Salvini. Ma credetemi, la politica c’entra poco o nulla, la vincita di Mahmood non ha niente di politico-complottistico alle spalle e anzi credo che il nocciolo della questione, sia da cercare altrove, forse nella direzione che la musica di consumo o forse le major discografiche hanno preso da qualche anno, e in qualche modo prendendola larga direi che l’ago della bilancia che ha decretato “i vincitori” del festival si chiama Autotune e con lui tutto il mondo che questo si porta appresso.
Non è sfuggito a molti, soprattutto agli addetti ai lavori un fatto epocale, a tratti incredibile e impensabile fino a qualche anno fa… per la prima volta al festival della italica canzonetta è stato sdoganato l’uso dell’Autotune e anche in maniera massiccia direi, tanto che addirittura è stato usato da Nino D’angelo,…si avete letto bene..Nino D’angelo..
Tutto questo stride non poco con la tradizione canora di Sanremo e sul concept storico dello stesso . Ma esattamente cosa è successo è cos’è esattamente l’Autotune?
L’autotune è un picht corrector, detto in italiano un correttore di intonazione che corregge per difetto o eccesso alla prima nota utile note calanti o crescenti di una performance canora. Tanto per farla breve è l’effetto che sentite su tutti i dischi Trap.
Auto-Tune è un software proprietario,[1] creato dalla Antares Audio Technologies nel 1997,[2] per manipolazione audio che permette di correggere l’intonazione o mascherare piccoli errori o imperfezioni della voce, benché venga spesso utilizzato anche per creare particolari effetti di “distorsione del picht. Il funzionamento è stato creato da Andy Hildebrand, un ingegnere elettronico della Exxon ed ex musicista che aveva sviluppato algoritmi complessi per interpretare i dati generati da un sonar per trovare depositi di petrolio. Hildebrand scoprì che i suoi metodi per interpretare i dati sismici potevano essere usati per rilevare, analizzare e modificare il tono nei file audio. . Nei primi mesi del 1996 implementò l’algoritmo su un computer Macintosh personalizzato e nella seconda metà dell’anno presentò il risultato al NAMM Show, dove ottenne un successo enorme.
Nella musica pop, il primo utilizzo dell’Auto-Tune si trova nel brano Believe di Cher del 1998, pare addirittura ottenuto per errore nel fonico[7] per un uso smodato in fase di post produzione. In seguito al successo di Believe, molti brani degli anni successivi hanno fatto ricorso alla stessa tecnica.
Di fatto l’uso moderato dell’ Autotune permette di avere piccoli aggiustamenti dati in valore percentuale sulla correzzione di picht (altezza della nota) ma usato in maniera invasiva (hard) con tempi di reazione di pochi mille secondi produce il classico effetto gradino tipico del brano di Cher su citato.
Negli ultimi anni soprattutto per l’ondata della Trap in italia l’uso di questa tecnica è sotto gli occhi e l’orecchie di tutti, basta accendere la radio per rendersene conto, è una scelta stilistica, un linguaggio imprescindibile di alcuni generi musicali che da alcuni anni dominano le classifiche discografiche e i like su youtube nel nostro paese tanto da creare un onda d’urto che non ha tardato ad arrivare e non in punta di piedi al festival della canzone italiana, sconvolgendo come mai prima era successo le note stilistiche del festival. A dirla tutta oltreoceano saranno ventanni che questo è successo, ma si sa che in italia soprattutto in alcuni ambiti istituzionali è pratica comune scoprire l’acqua calda. Una nuova onda musicale arriva nella città dei fiori svecchiando per sempre nel bene o nel male la tradizione melodica del festival.
Certo che per una competizione canora fa strano vedere messo in campo un correttore di intonazione anche se usato con intenti stilistici, beh del resto se vuoi ascoltare belle voci guardi The Voice o X-factor ( su cui sarebbe da aprire un’altra discussione) ma guarda caso anche li l’uso del Melodyne, correttore di intonazione più raffinato e sofisticato del su citato è stato sdoganato da un bel po.
Che comunque anche la musica in italia negli ultimi dieci anni sia cambiata è un dato di fatto, basta guardare i numeri, è cambiato il metodo di fruizione musicale che si è spostato nettamente sul web, i dischi non si vendono più e si ascolta musica su youtube e spotify e questo comporta che il consumo della musica commercialmente utile è della fascia più giovane della popolazione, sono i giovanissimi a fruirne e a decretare le tendenze del mercato e questo lo sa bene l’industria musicale e le agenzie di spettacolo che sono le piovre che da sempre muovono e gestiscono il carrozzone di Sanremo. (Non è un caso che quasi la metà degli artisti siano stati sia quest’anno e lo scorso della friends&partners, giusto per citarne una).
Comunque gusti a parte anche Sanremo ha dovuto accettare negli anni i cambiamenti artistici e tecnici, da molti anni già si usano Sequenze, Automazioni, Drum Machine, cosa normalissima tra l’altro in qualsiasi concerto o produzione musicale, ma effettivamente l’AutoTune a Sanremo non ce lo aspettavamo!!!!! Ma ben venga se usato come cifra stilistica e creativa. Certo siamo distantissimi dai Modugno o Claudio Villa, ma del resto i più vecchi non storsero il naso quando arrivò il punk 40 anni fa? ma non siamo qui per giudicare i gusti musicali, faccio solo una analisi credo oggettiva.
Che in fondo in fondo il festival quest’anno lo abbia vinto l’Autotune?
